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Utente: forzanuovacava
siamo forza nuova cava ci battiamo: per la difesa delle fasce sociali più deboli, della famiglia, delle nostre tradizioni,del nostro lavoro e degli interessi nazionali

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giovedì, 25 ottobre 2007

PROBLEMA ROM E BARACCOPOLI

…un’ irritante verità!


 




Il problema dei rom ormai è tristemente noto in quasi tutte le parti  d’Italia, ormai non c’è città o villaggio che non abbia a che fare in una maniera o in un'altra con tale problema. Aspetto trasandato, accento slavo e denti d’oro, si fanno chiamare rom perché sono immigrati clandestini giunti per lo più dalla Romania. Sono allergici al lavoro, quindi vivono beneficiando dei vari enti “Caritas” che li sfamano e li vestono. Dopo il parassitismo non contenti si dedicano a mondane attività quali furti, borseggi, ricettazione e accattonaggio. Prede favorite sono gli anziani che vivono soli.




Occupano abusivamente suoli comunali in zone periferiche o si stabiliscono sotto i ponti e sponde fluviali. Ben presto i luoghi occupati diventano a loro immagine e somiglianza: brutti, sporchi e maleodoranti. Accampamenti rom, discariche a cielo aperto, centro di ricettazione, luoghi di dimora dei peggiori individui della società.


Grazie a zingari rom ed a molti immigrati che delinquono il 78% degli italiani dichiara di non sentirsi più sicuro,né in strada né in casa propria. La risposta dei politicanti che siedono in parlamento è la strafottenza!




Con le loro chiacchiere ipocrite non conferiscono poteri e mezzi alle forze dell’ordine  per affrontare in maniera adeguata  questo problema. In molti casi si verificano addirittura casi di privilegio:



- Alcuni comuni autorizzano legalmente gli accampamenti rom che vengono anche forniti per motivi di “sopravvivenza” di acqua e energia elettrica comunale  quindi a spese del cittadino che paga le tasse e le bollette e deve pagare i consumi energetici a coloro che li borseggiano e gli rubano in casa. Ovviamente tali individui non pagano un centesimo di tasse e  bisogna aggiungere che in questi campi i “disperati” per “sopravvivere” installano climatizzatori e antenne paraboliche!!!


-  Nelle graduatorie per l’assegnazione di alloggi popolari sono posti nelle prime posizioni insieme agli altri immigrati tutto a scapito del cittadino ITALIANO!


- A causa della deficienza  legislativa e da scellerate decisioni di alcuni magistrati i rom sorpresi a delinquere sono subito rilasciati dopo l’identificazione e restano impuniti. Clamoroso  il caso del  rom che guidava in forte stato di ebbrezza che ha ucciso 4 ragazzi italiani. Arrestato, gli sono stati dati i domiciliari in una stanza d’ albergo vista mare a due passi dalla spiaggia, mentre i genitori piangevano i figli morti lui era tranquillamente a prendere il sole sul terrazzino della sua stanza… cose da pazzi!



Sono queste le cose che alimentano la sfiducia nelle istituzioni e l’odio verso gli zingari non di certo chi, come noi, denuncia a voce alta “un’ irritante verità”.




Per i motivi sopra citati FORZA NUOVA portavoce del popolo, vuole lo sgombero immediato e incondizionato di tutti i campi e accampamenti rom e l’espulsione immediata dal suolo nazionale dei loro occupanti!




I militanti locali di  FORZA NUOVA  sono disponibili ad affiancare, in caso di necessità, i vari organi di competenza per lo sgombero di accampamenti e campi rom presenti in provincia di Salerno.


 




LIBERA L’ ITALIA CON FORZA NUOVA












 

postato da: forzanuovacava alle ore 15:59 | link | commenti (15)
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martedì, 23 ottobre 2007

24 OTTOBRE 1918


iniziava la battaglia di Vittorio Veneto 



...e il piave mormorò " non passa lo straniero! "


All' alba del 24 Ottobre 1918 dal monte Grappa e dalle sponde del fiume Piave i valorosi soldati italiani diedero luogo ad una forte contoffensiva che sfociò nella battaglia di Vittorio Veneto dove le truppe austro-ungariche furono irrimediabilmente sconfitte e messe repentinamente in fuga. La guerra era vinta!


Furono liberati e annessi all' Italia il Trentino, le alpi Giulie ,il Friuli e l' Istria. 1.500.000 Italiani erano finalmente liberi dal giogo dell'Austria e  gli italiani (all'epoca ancora divisi) per la prima volta nella storia si sentirono un unico popolo.


La vittoria costò all'Italia un alto tributo 600.000 morti. Quei figli autori di questa grande vittoria meritano di essere ricordati e onorati perchè sono morti per l'indipendenza e per la libertà. 


ONORE AGLI EROI CADUTI!  VIVA L'ITALIA!



 BOLLETTINO DELLA VITTORIA


 



Comando Supremo


4 Novembre 1918, ore 12



La guerra contro l'Austria-Ungheria che, sotto l'alta guida di S.M. il Re, duce supremo, l'Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 Maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi è vinta.



La gigantesca battaglia ingaggiata il 24 dello scorso Ottobre ed alla quale prendevano parte cinquantuna divisioni italiane, tre britanniche, due francesi, una cecoslovacca ed un reggimento americano, contro settantatre divisioni austroungariche, è finita.



La fulminea e arditissima avanzata del XXIX corpo d'armata su Trento, sbarrando le vie della ritirata alle armate nemiche del Trentino, travolte ad occidente dalle truppe della VII armata e ad oriente da quelle della I, VI e IV, ha determinato ieri lo sfacelo totale della fronte avversaria.

Dal Brenta al Torre l'irresistibile slancio della XII, dell'VIII, della X armata e delle divisioni di cavalleria, ricaccia sempre più indietro il nemico fuggente.

Nella pianura, S.A.R. il Duca d'Aosta avanza rapidamente alla testa della sua invitta III armata, anelante di ritornare sulle posizioni da essa già vittoriosamente conquistate, che mai aveva perdute.



L'Esercito Austro-Ungarico è annientato: esso ha subito perdite gravissime nell'accanita resistenza dei primi giorni e nell'inseguimento ha perdute quantità ingentissime di materiale di ogni sorta e pressoché per intero i suoi magazzini e i depositi.

Ha lasciato finora nelle nostre mani circa trecentomila prigionieri con interi stati maggiori e non meno di cinquemila cannoni.



I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli, che avevano disceso con orgogliosa sicurezza.



Diaz




postato da: forzanuovacava alle ore 19:17 | link | commenti (2)
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L’ITALIA IN MANO AI POTERI FORTI



Con un’azione coordinata e “ordita da menti finissime” i poteri che si riuniscono attorno alle masso-mafie e ai politici di riferimento hanno sottratto al Giudice De Magistris l’inchiesta “WHY NOT?” riguardante una loggia massonica, con sede a San Marino, che pompava, verso politici e apparati corrotti, fondi U.E. Tra gli indagati Clemente Mastella e Romano Prodi.La ragione addotta è che avendo Mastella chiesto il trasferimento di De Magistris, questi doveva astenersi da qualsiasi indagine su Mastella! Dopo pochi giorni  Mastella aveva minacciato “IL CENTRO-SINISTRA E’ FINITO!”. Subito, chi conta veramente è corso ai ripari e lo ha messo in sicurezza espropriando De Magistris.De Magistris parla oggi chiaramente di un’azione coordinata “di massoni e di settori deviati dello Stato pronti come sempre a compiere azioni criminali come attentati e omicidi”.


Forza Nuova è l’ unico Movimento a favore di De Magistris, pronto a raccogliere il grido di rabbia proveniente da tutti coloro che ritengono questa decisione un palese attacco alle libertà ed un atto di difesa estrema delle oligarchie.



La Segreteria Nazionale

postato da: forzanuovacava alle ore 12:49 | link | commenti (2)
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sabato, 20 ottobre 2007

Forza Nuova nella consulta provinciale degli studenti




Impegno,costanza,serietà,sono le tre doti che hanno accompagnato il militante forzanovista Raffaele Marino e non che responsabile provinciale di LOTTA STUDENTESCA, alla consulta provinciale degli studenti.




Forza Nuova nella figura di Raffaele Marino promette a tutti gli studenti di svolgere la propria missione e le proprie battaglie affinché vengano riconosciuti agli studenti quei diritti e quelle strutture che troppo spesso e volentieri vengono negate.




Come sempre ancora una volta FORZA NUOVA pronta a dare battaglia ricordando a tutti:




 




STUDENTI OGGI...




 




 







 




PATRIOTI DOMANI!!!




 




                                                         

postato da: forzanuovacava alle ore 12:55 | link | commenti (3)
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martedì, 16 ottobre 2007

FORZA NUOVA CAMBIA CASA...


Dopo più di un anno trascorso in Via della repubblica n 29 la federazione forzanovista si sposta in


VIA DE FILIPPIS N°27.


La nuova sezione ,più spaziosa,attrezzata e accessibile ha a disposizione 80mt2 adibiti come punto ricreativo più 40 metri soppalcati di uso studio.


lo spazio ricreativo verrà attrezzato con materiale di libero svago quale un biliardo e 2 ca lcetti accompagnati da un distributore di bibite.


inoltre tale spazio sarà attrezzato anche con un angolo "cultura" con libri inerenti all"ambiente di destra".


la comunità forzanovista si aupica di veder crescere una fascia generazionale  coerente ,sana matura e preparata ad essere forza motrice per il futuro e guerrieri nel presente!


forza nuova dopo questa piccola pausa servita al normale espletamento burocratico continuera le proprie battaglie al servizio del cittadino per garantire e rinnovare con nuovo vigore il patto morale stipulato con le fasce sociali piu deboli...


fino all'ultimo guerriero da latino vero!!!


forza nuova unica opposizione!!!


il coordinatore provinciale


Vito Mercurio


 

postato da: forzanuovacava alle ore 08:21 | link | commenti (27)
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lunedì, 15 ottobre 2007

FOIBE:


una ferita ancora aperta!


 


Dal famigerato campo di concentramento di Borovnica alle trincee

anticarro trasformate in fosse comuni: per la prima volta i luoghi

delle stragi titine escono dal dimenticatoio. Grazie al lascito di un

partigiano anticomunista sloveno.



La mappa dell'orrore viene da Est, dalla Slovenia. La conservava

Vinko Levstik, che durante la guerra '40-'45 era un "domobranzo", cioè

apparteneva alla milizia slovena nazionalista ma anticomunista. Il

documento è tornato alla luce di recente e ha un significato

sentimentale, perché chi l'ha offerta è deceduto poco tempo dopo e ciò

vuol dire che le era stato attribuito il fine di lascito testamentario

a beneficio di chi potrebbe farne tesoro. La mappa reca con meticolosa

esattezza tutti i luoghi, in territorio della Repubblica slovena, dove

sono stati sepolti o, comunque celati, i corpi delle vittime della

primavera 1945. Non sono solamente foibe, ma anche fosse comuni,

sepolture più o meno clandestine d'ogni genere. I siti sono oltre

duecentocinquanta, e le vittime? È una valutazione difficile, però con

un po' di pazienza si può formulare un ordine di grandezza e si arriva

a parecchie decine di migliaia. Verosimilmente potrebbero essere

settanta od ottantamila morti ammazzati. Si scopre così che gli

italiani infoibati o seppelliti frettolosamente dopo essere stati

assassinati sono una minoranza. Un dato verosimile sembra circa

settemila ed è una cifra che sgomenta, ma nella zona di Kocevje, per

esempio, dove la mappa indica sette tra fosse comuni e corpi interrati

in una trincea anticarro, sono stati seppelliti tremila domobranzi, su

un totale di dodicimila massacrati. Sono spariti sottoterra

diciottomila croati, ustascia e no; seimila cetnici (partigiani serbi

monarchici delle formazioni del generale Dra a Mihailovic) e poi

belagardisti (Guardia bianca slovena), militari tedeschi, religiosi

(in una nota si elencano per categoria: seminaristi, parroci,

cappellani), civili d'ogni genere, sesso ed età: contadini, operai,

commercianti, insegnanti, professionisti. Sono stati ripuliti interi

villaggi della valle dell'Isonzo, perché, come aveva rivelato Teodoro

Francesconi preciso e documentatissimo storico degli eventi giuliani

di recente scomparso, gli ordini erano di eliminare tutti gli italiani

che vivevano sulla sponda sinistra del fiume. A distanza di oltre

sessant'anni c'è ancora chi cerca. A parte le inchieste ufficiali,

espletate dalla commissione mista italo-slovena, diretta, da parte

italiana, dal colonnello Armando Di Giugno di Onorcaduti, direttore

dei sacrari militari del Friuli-Venezia Giulia e da parte slovena da

Zdravko Likar, ci sono altri, impegnati in ostinate ricerche per

iniziativa personale. Giovanni Guarini, goriziano, ha identificato e

recuperato la salma del padre, allora carabiniere, precipitato insieme

con gli altri militari di Gorizia, nella foiba di Tarnova. È questa

una voragine che si apre in una radura nel cuore della foresta con una

bocca di cinque o sei metri di diametro e si sprofonda in un'oscurità

senza fine; è visione da brivido. Alcuni anni or sono un gruppo di

speleologi istriani vi si è calato, hanno raggiunto una specie di

pianerottolo a trenta metri di profondità e, riemersi, hanno riferito

di aver valutato una giacenza di cinque o sei metri cubi di ossa. I

bersaglieri del battaglione "B. Mussolini" della Repubblica sociale,

che il 30 aprile 1945 aveva deposto le armi dopo una trattativa con le

formazioni di Tito, secondo i patti avrebbero dovuto essere posti in

libertà; furono invece trattenuti e costretti a una lunga marcia della

sofferenza. Il battaglione, che in difesa della frontiera giuliana

aveva perduto in combattimento 166 uomini in 19 mesi di guerra su un

fronte di 27 chilometri, al momento della fine delle ostilità aveva

una forza di 28 ufficiali e 572 bersaglieri. Nei soli primi otto

giorni sono stati eliminati 91 bersaglieri, i cui corpi venivano più o

meno sommariamente interrati in alcune delle località contrassegnate

nella mappa dell'orrore. Capolinea della sanguinosa marcia: il campo

di concentramento di Borovnica, località a venti chilometri da

Lubiana, definita «l'inferno dei morti viventi» dal vescovo di Trieste

Santin, dove hanno lasciato la vita 77 bersaglieri. Lionello Rossi,

padre dell'attore Paolo, è uno dei rari sopravvissuti. Ha pubblicato

un diario (Prigioniero di Tito, edito da Mursia) riuscendo a narrare

gli avvenimenti da lui vissuti senza esprimere opinioni o

considerazioni, senza usare aggettivi: solo date, nomi, fatti. Ma ne

scaturisce una forza drammatica emozionante. Ne sono rimasti colpiti

anche quelli che erano "dall'altra parte", come il partigiano Marjam

Grosar. Secondo la storica slovena Nevenka Troha, Borovnica è stato

«uno dei più crudeli e disorganizzati campi di prigionia in

Jugoslavia». Non pochi sloveni si sono impegnati nella ricerca delle

sepolture e nell'identificazione delle vittime. Alcuni di questi sono

giovani, nati dopo gli orrori del 1943-'45. Anton Zitnik, per esempio,

è nato nel 1940. Poi ci sono Franc Perme, Franc Nucic, Zdenko

Zavadlav, Janez Crnej, che hanno partecipato alla compilazione del

grosso volume Slovenja 1948-1952. I sepolcri tenuti nascosti e le loro

vittime edito dall'Associazione per la sistemazione delle sepolture

nascoste di Lubiana. L'edizione italiana è curata dalla Lega nazionale

d'Istria, Fiume, Dalmazia di Milano. Tra i dispersi di cui si è

perduta ogni traccia vi sono anche gli ottanta bersaglieri

"incavernati", termine impiegato per indicare la loro probabile fine.

Nel fianco del Pan di Zucchero, il colle che sovrasta Tolmino, c'era

una galleria nella quale, durante la Prima guerra mondiale, si celava,

dopo i tiri, un cannone austriaco di grosso calibro montato su affusto

ferroviario.

Si ritiene che gli ottanta bersaglieri siano stati portati

all'interno della galleria, dopo di che ne è stata fatta saltare con

l'esplosivo l'imboccatura, in modo da seppellirli vivi. A causa della

vegetazione che ha proliferato disordinatamente, fino a questo momento

non è stato possibile neppure identificare il punto ove era l'accesso

al tunnel. Secondo un'altra ipotesi, gli ottanta sarebbero stati

invece seppelliti sulla sponda sinistra dell'Isonzo, subito a monte

della confluenza del fiume Tolminca. Avrebbero poi coperto l'area con

uno spesso strato di cemento, sul quale è stato costruito il Club

Paradise. Sono mai stati identificati i responsabili dello sterminio

in Venezia Giulia e Istria? Sono mai stati celebrati processi? Alla

prima domanda si può rispondere con un sì, non così alla seconda. Per

quanto si riferisce sia alla giustizia slovena, sia a quella italiana,

non risulta sia mai stato processato qualcuno. Ogni tanto comparivano

sui giornali italiani scritti promettenti: «I giudici sloveni decidono

di collaborare», «La procura militare di Padova sta indagando», ma gli

sviluppi mancano. La cronaca si è occupata del processo per

diffamazione a mezzo stampa promosso dallo sloveno Franc Pregelij,

detto "Boro", contro il giornalista Giangavino Sulas del settimanale

Oggi perché lo aveva definito "boia" e non "presunto boia" come i più

riguardosi confratelli. Aveva chiesto un indennizzo di trecento

milioni di euro, ma ha perduto la causa. Il Pm Giuseppe Pititto aveva

rinviato a giudizio tre indiziati per strage: Ivan Motika, Oskar

Piskulic e Margitra Avijanika, ma in data il 14 noovembre 1997 il Gip

Alberto Macchia li ha prosciolti «per difetto di giurisdizione», in

quanto i luoghi dell'eccidio oggi non sono più in territorio italiano.

Conferma al fatto risaputo che, soprattutto in Italia, la legge è una

cosa, la giustizia un'altra. Per Nello Rossi il problema è uno solo:

«Sono trascorsi tanti anni, non voglio processi né tanto meno

vendette, voglio le salme e se lo scopo consiste nel trovare i resti

dei nostri morti noi bersaglieri non conosciamo altre strade al di

fuori di quella del dialogo, dell'incontro, dell'intesa, che è poi

quella che stiamo percorrendo».

La topografia degli eccidi

L'ubicazione e la densità delle sepolture non hanno una logica,

dipendono da fattori eterogenei, in qualche caso dalla vicinanza delle

zone dove si è combattuto, in altri dove erano ubicati i campi di

raccolta dei prigionieri. I punti di maggiore densità delle croci sono

tre. Uno a sinistra della mappa, sulla direttrice

Gorizia-Tarnova-Tolmino, nella valle dell'Isonzo, area di accaniti e

prolungati combattimenti. La fossa nella foresta di Tarnova è un

abisso terrificante. A Tolmino scomparvero un centinaio di

bersaglieri. Altra zona a grande densità di sepolture è in basso a

destra: Kocevje, a nordest di Fiume. Il punto di maggior densità è

però rilevabile a nordest di Lubiana, attorno a Celje, dove le croci

pullulano. È da presumere che in quella zona siano stati concentrati

prigionieri in gran numero, successivamente massacrati. Foibe sono

indicate ancora presso Capodistria e Postumia, dove sono le famose

grotte. A metà della direttrice Lubiana-Postumia c'era il famigerato

campo di concentramento di Borovnica.

VINKO LEVSTIK: Tra il '43 e il '45 sul confine orientale d'Italia,

dove scorrono l'Isonzo e il Bacia, la situazione era confusa: sullo

sfondo di uno scenario color sangue si muovevano e combattevano

soldati tedeschi, militari italiani della Repubblica sociale, bande

jugoslave comuniste agli ordini di Tito, reparti di ustascia, fascisti

croati; poi c'erano i "domobranzi", patrioti sloveni anticomunisti;

cetnici cioè serbi monarchici che obbedivano al generale Mihailovic;

belagardisti, guardie bianche; partigiani italiani anticomunisti,

detti osovani e comunisti agli ordini di Tito; le Mvac, milizie

volontarie anticomuniste, i ribelli montenegrini. Ne scaturivano

alleanze temporanee stipulate ai fini di raggiungere obiettivi non

sempre chiari, oppure incomprensioni, contrasti e tradimenti. Ognuno

poteva essere nemico di tutti. In questo contesto va considerata la

figura di Vinko Levstik, all'epoca schierato con i domobranzi. Aveva

una responsabilità di comando, essendo a capo della 114° compagnia e

combatteva per una Slovenia indipendente ma non comunista. Alla fine

di tutto aveva perduto la guerra, in quanto la Slovenia era diventata

parte ella Repubblica federativa comunista di Jugoslavia, ma aveva

vinto la pace, poiché aveva raggiunto un buona posizione economica, in

quanto proprietario dell'Euro Diplomat Hotel in corso Italia a

Gorizia. Se non che il il passato lo riagguantò e il 15 giugno 2001, (

quando da dieci anni ormai la Slovenia aveva raggiunto

l'indipendenza), a conclusione di un clamoroso processo a Lubiana

venne condannato a dodici anni di reclusione, perché riconosciuto

responsabile della morte di due partigiani. «Sono innocente davanti a

Dio - è stata la reazione di Levstik -. Non tornerò mai più in

Slovenia, dove sono stato incolpato di un delitto che non ho commesso,

mentre i veri responsabili dei massacri restano impuniti». Non

rimaneva però molto tempo da vivere a Vinko Levstik, ma prima di

andarsene per sempre, il 12 agosto 2003, volle affidare la mappa

dell'orrore a uno di quegli italiani che ancor oggi, dopo tanti anni,

si sentono vincolati alla ricerca dei resti delle vittime seppellite

in quell'arcipelago di foibe, buche, anfratti, dove vennero celati

nella stagione del sangue.

postato da: forzanuovacava alle ore 14:05 | link | commenti (5)
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venerdì, 12 ottobre 2007

Comunicato Lotta Studentesca 9 ottobre 2007:



No alla manifestazione del 12 ottobre








In merito alla mobilitazione studentesca promossa, da varie sigle della sinistra, per il prossimo 12 ottobre contro la recente proposta del Ministro della Pubblica Istruzione, On. Fioroni, di reintrodurre gli esami di riparazione a settembre, Lotta Studentesca, per bocca del coordinatore romano Daniele Pinti, dichiara quanto segue:




 “Non condividiamo la manifestazione del 12 ottobre prossimo, si tratta solamente di un maldestro tentativo di ritrovare visibilità e credibilità in una base studentesca fortemente delusa dalle promesse non mantenute dell’attuale governo di centro sinistra. In particolare riteniamo giusta la reintroduzione degli esami di riparazione a settembre per l’evidente fallimento della riforma Moratti sui crediti e debiti formativi: La reintroduzione degli esami di riparazione dovrà, comunque, essere graduale e partire dal primo anno.




Quindi. non esami di riparazione per tutti subito, ma con un percorso parallelo che integri il vecchio e il nuovo sistema, per i prossimi 5 anni, fino cioè all’esaurimento dei vecchi cicli didattici basati sul sistema debiti/crediti. Contestiamo inoltre l’idea della “personalizzazione” poiché porterebbe ad una relativizzazione individualistica contraria alla nostra impostazione comunitaria della scuola e della società. Per questo motivo Lotta Studentesca non aderirà alla mobilitazione del 12. ottobre prossimo



postato da: forzanuovacava alle ore 08:01 | link | commenti (11)
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venerdì, 05 ottobre 2007

camerata NANNI presente!


 


 


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Iniziava l'estate di un anno fa

e tranquilli eravamo noi,

quando entrammo ridendo in un prato che

di strana gente brulicava già.

Ci mettemmo seduti e davanti a noi

solo l'erba si stendeva là,

ma strisciavano a cento e cento

gli sciacalli nell'oscurità.

Mille stelle in cielo splendevano,

alti alberi tutti intorno a noi,

dolci canti antichi suonavano,

i loro attila parlava a noi.

E diceva di verdi prati che

di rugiada brillavano nel sole,

e guerrieri a cavallo intonavano

le canzoni degli antichi eroi.

Tutti in piedi ci alzammo

e davanti a noi gli sciacalli già fremevano,

avanzaron ghignando sicuri già

d'inseguire schiene nude.

Ma la mano di Piccolo Attila

contro il cielo stellato si levò

seminando il terrore calava giù

l'orda buia non rideva più.

E con la forza di un fiume in piena poi

caricammo e la terra sotto noi,

rimbombando tremava e gli alberi

ondeggiavano nel vento.

E mai più, mai più quel prato rivedrà

una sera come un anno fa.

Non si scioglierà mai la compagnia

ma c'è chi non è più sulla via.

Come un'aquila ora vola lui,

sorridendo alle stelle ancor più su

e il suo flauto suonando i guiderà

verso l'alba che sicura è già.

Iniziava l'estate di un anno fa

e felici eravamo noi,

quando uscimmo ridendo in un prato che

due occhi a mandorla non rivedrà.

(Gabriele Marconi)


postato da: forzanuovacava alle ore 12:31 | link | commenti (17)
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ANTICOMUNISMO  MILITANTE



 


in risposta all'apparizione a Cava de Tirreni di Oreste Scalzone voluta da quella sinistra che a stento riesce a definire la parvenza di un amministrazione comunale,


sabato 6 ottobre 2007 dalle 19 alle 23.30 in piazza Duomo, FORZA NUOVA presidierà la piazza al fine di far capire che ancora oggi la  maggiorparte dei cittadini ,resta ancorata a quella veste ANTICOMUNISTA che da sempre ha saldato Cava alle sue Tradizioni ed alla Sua immensa cultura.


FORZA NUOVA sarà presente per mantenere vivo e rinnovare questo patto di amore e di sangue giurato alla propria Terra


Forza Nuova unica opposizione!!!


il coordinatore provinciale                                                                                                                                          


Vito Mercurio

postato da: forzanuovacava alle ore 08:00 | link | commenti (7)
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